Aule e Cortili Storici

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L’Aula Scarpa

L’Aula Scarpa, nota come “Teatro anatomico”, dedicata all’illustre anatomo-chirurgo Antonio Scarpa, è decorata da busti marmorei raffiguranti i più famosi anatomisti dell’università.

Fu realizzata nel 1785 da Leopoldo Pollack, in accordo con lo stesso Antonio Scarpa, al fine di rispondere alle esigenze richieste dalla moderna impostazione dell’insegnamento e della ricerca.

L’aula semicircolare è ispirata ai modelli dei teatri antichi e all’opera palladiana del Teatro Olimpico di Vicenza.

Sul lato breve tre grandi finestre tutto sesto, si aprono su Corso Carlo Alberto, a queste se ne aggiungono altre due, una per parte, all’ innesto del lato curvo; tra una finestra e l’altra sono dipinte delle urne cineriare dedicate a grandi medici del passato (Gabriele Falloppio, Bartolomeo Eustachio, Gaspare Aselli e Giovan Battista Morgagni).

Il motivo ad arco incorniciato dalle finestre è moltiplicato dalle nicchie che si susseguono sul lato curvo e ora ospitano i busti di professori: Luigi Porta, Johann Peter Frank, Antonio Pensa, Luigi Scala, Giovanni Zoia, Bartolomeo Panizza, Antonio Scarpa e Giovanni Alessandro Brambilla, il chirurgo pavese dell’imperatore Giuseppe II.

I banchi, che seguono l’andamento della cavea, hanno balaustre a pilastrini in legno dipinto a finto marmo.

La volta a ombrello, che sostituisce l’originario soffitto con decoro a cassettoni, è dovuta al rifacimento dell’architetto Marchesi.

L’Aula Foscolo

L’Aula Foscolo fu progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini nel 1770 per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che desiderava una sala espressamente destinata alla cerimonia delle lauree.

Fu restaurata nel 1927 in occasione del centenario della morte del Foscolo a cui fu dedicata perché

in questa aula il poeta, il 22 gennaio 1809, tenne la famosa prolusione Dell’origine e dell’ufficio della letteratura.

La sala, a pianta rettangolare, con finestre sul lati lunghi e coperta da una volta ribassata, è caratterizzata dalla decorazione dipinta nel 1782 da Paolo Mescoli, a cui il Governo di Vienna richiese di realizzare “ornati di maestosa eleganza”.

Il pittore dipinge sulla volta Minerva, la dea della Sapienza, insieme a Mercurio.

Nelle porzioni di parete, nelle finestre, furono realizzate specchiature in cui “le Facoltà, che vengono insegnate nella detta Università” sono dipinte “in modo di cariatidi intrecciate fra grotteschi con loro simboli rispettivi”.

I due grandi ritratti a olio dei sovrani Maria Teresa e Giuseppe II, dipinti a Vienna da Hubert Maurer nel 1779, furono pensati come parte integrante della decorazione.

L’Aula Volta

Nel 1785 l’imperatore Giuseppe II ordinava la costruzione di una nuova aula per la Fisica da collocarsi nel lato est del “portico Teologico”.

I lavori vennero affidati all’architetto Leopoldo Pollack che li concluse nell’ottobre 1787.

Nell’Aula a lui intitolata, Alessandro Volta, che dell’Università di Pavia fu anche Rettore, impartì i suoi insegnamenti e svolse le ricerche che portarono alla scoperta della pila.

L’architetto Leopoldo Pollack la realizza ad emiciclo e con un soffitto piano, che solo in seguito verrà sostituito dall’attuale volta a conchiglia. Il lato curvo è ritmato da colonne in rosso di Francia, alle estremità due nicchie ospitano le statue, in grandezza naturale, rappresentanti Galileo Galilei e Bonaventura Cavalieri.

Alle spalle della cattedra è stato posto il busto in marmo di Alessandro Volta, con una breve iscrizione che ricorda l’importanza dei suoi studi nel campo dell’elettricità.

L’Aula Magna

L’Aula Magna, opera dell’architetto Giuseppe Marchesi, è sede delle principali cerimonie dell’Ateneo.

Il progetto per la grande aula, esaminato dalla Commissione d’Ornato nel 1837, prende il via solo nel 1845 e l’impresa terminò nel 1850, come si legge anche nell’iscrizione dedicatoria sulla facciata.

Nell’edificio si fondono le due fondamentali tipologie del mondo classico: quella del tempio (pronao con colonne corinzie e timpano completato da sculture) a indicare la sacralità del luogo e quello della basilica (per l’interno, a indicarne l’utilizzo civile e pubblico.

Due file di grandi colonne con capitelli corinzi articolano lo spazio interno in tre navate e reggono la cornice su cui s’ innesta la volta centrale a botte con casse a stucco.

Le balaustre a pilastrini che si connettono con i fusti delle colonne circa a metà della loro altezza, alleggeriscono l’impostazione austera dell’insieme, definendo una galleria continua sopra le navate minori.

Nell’abside campeggia il ritratto di Vittorio Emanuele II a cavallo.